lunedì 13 febbraio 2012

NON SOLO POLITICA - Gabriele Sola per l'Italia dei Valori: social network, videopolitica, Lombardia e Italia.

In occasione dello scorso Consiglio Regionale del 7 febbraio 2012, il Consigliere e Responsabile Nazionale della comunicazione di Italia dei Valori Gabriele Sola si è reso disponibile a rilasciare un'intervista sui temi dei social network, della videopolitica e delle strategie di comunicazione messe in atto dai partiti, in particolare da IDV.

Un'intervista con tanta "carne al fuoco", ritmi incalzanti, ma toni pacati, che non hanno però risparmiato alcune pungenti critiche all'attuale configurazione dell'alleanza politica PDL-Lega, alla credibilità politica della Lega in Lombardia e al governo Monti, accolto con fiducia, ma costantemente sotto l'occhio vigile di Italia dei Valori.

Italia dei Valori è molto attiva su Facebook e su Twitter. Ma qual è secondo lei il rapporto fra la politica e i social network?
"Il rapporto è sempre più stretto." - spiega Sola. - "Siamo in una fase in cui i cittadini pretendono giustamente sempre maggiore centralità e pretendono una politica aperta, che sia comunicazione nel senso compito del termine. La comunicazione non è solo indirizzare verso un target determinati messaggi, è aprirsi anche al cosiddetto feedback, per usare un "brutto" termine, un po' gergale. Ma insomma la comunicazione è fatta di dare e di ricevere. Il social network è lo strumento che nel modo più immediato e più completo possibile - ad oggi - consente proprio questa dinamica, quindi fa sì che ci sia un contatto diretto, estremamente proattivo nell'ottica del cittadino, fra l'amministratore, il personaggio politico e appunto il singolo cittadino. Non sostituisce la piazza, ma integra il concetto tradizionale di piazza, se vogliamo rifacendosi a quello ancor più tradizionale classico di agorà."

Ecco l'occasione perfetta per parlare di Videopolitica. I social network si inseriscono a pieno titolo, per così dire, in questo concetto di piazza. Dunque sorge spontanea la domanda: la videopolitica oggi è sempre più spesso più "video" e meno "politica". Cosa ne pensa il Responsabile Nazionale della comunicazione di IDV di questa affermazione?
"Beh è un'affermazione corretta. La comunicazione è sempre più asciutta, sempre più rivolta alla massa e quindi giocoforza il messaggio viene reso elementare, viene asciugato, sintetizzato. In particolare è un dato di fatto che la televisione soprattutto, per quanto attiene alla comunicazione di massa, mantenga il suo ruolo centrale. Questo fa sì che vi sia una semplificazione e, talora, per certi aspetti, una sorta di "prostituzione della politica" ai linguaggi della televisione."

Per quanto riguarda nello specifico Italia dei Valori, se lei dovesse esprimere in poche parole i pilastri della vostra strategia di comunicazione... "La rete è fondamentale." - esordisce Sola - "Il Presidente di Pietro è da sempre un fautore della rete come strumento di dialogo, di confronto e anche di diffusione delle idee e dei valori del nostro partito. Proprio in questi giorni ha lanciato il suo nuovo blog (http://www.antoniodipietro.it/, ndr.) che invita con particolare convinzione all'interazione e alla fruizione attraverso i social network. Così come centrale è il commento rispetto al post. Quindi sicuramente la rete, ma non solo. Perché un partito che voglia davvero vivere al 101% la propria missione, non può prescindere dagli strumenti tradizionali. E poi attenzione: il web, la rete, il computer - passatemi questo termine ormai arcaico per certi versi - per molti elettori e cittadini - che hanno gli stessi diritti dei più giovani, dei professionisti, di chi utilizza quotidianamente questi strumenti, per quelli meno abbienti, meno preparati, resta uno strumento difficilmente utilizzabile. Quindi non è possibile fare a meno dei mezzi più tradizionali. Noi ad esempio utilizziamo molto le affissioni, perché c'è un target, che è quello degli anziani, per esempio, che è certamente più sensibile a questo strumento. Infine, non possiamo non menzionare l'attività del nostro ufficio stampa molto puntuale e determinata, che agevola il contatto diretto con i media. Siamo un piccolo partito, con risorse limitate e dobbiamo fare di necessità virtù."

Parlando di politica in senso stretto, non poteva mancare una domanda sul ruolo del Presidente della Regione Formigoni. Un ruolo molto discusso, visto che si tratta del suo quarto mandato consecutivo, per certi versi considerato da molti come un'anomalia tipica all'italiana. "Il Presidente Formigoni" - ci spiega Sola - "si ritrova in questo momento in una situazione di estrema difficoltà, che si è creato lui stesso, ricandidandosi nonostante a nostro modo di vedere la legge non glielo consentisse - anche se poi è finita come sappiamo e quindi evidentemente c'era una visione giuridica diversa della normativa -, tra l'altro raccogliendo firme che pare fossero false. Ma a prescindere da tutti questi elementi, il fatto che qualcuno detenga il potere in una Regione come la Lombardia per 16 anni - e si va verso i 20 se questo mandato andrà a compimento - è una stortura. Qualcuno che gestisce così a lungo il potere in una Regione come la Lombardia, fatalmente è a rischio, perché si creano delle incrostazioni di potere, che nel suo caso sono ancora più evidenti: Roberto Formigoni è Comunione e Liberazione, è Compagnia delle Opere e cioè il cervello politico e strategico di un tessuto di potere che condiziona profondamente la Regione Lombardia. Ecco perché è fatale che la stagione di Formigoni si debba concludere. Lui dice che non si ricandiderà e io spero che la legislatura finisca anzitempo per dare la possibilità ai lombardi di voltare definitivamente pagina, anche rispetto a una gestione della pubblica amministrazione che è molto discutibile come testimoniano le recenti inchieste che coinvolgono anche uomini vicinissimi al Presidente Formigoni, come ad esempio Massimo Ponzoni che da sempre è considerato uno dei suoi uomini di fiducia."

Dato che l'occasione fa l'uomo ladro, non potevo non incalzare Gabriele Sola, insistendo sul futuro della Presidenza di Regione: qualche tempo fa, l'ex ministro Maroni ad un comizio varesino ha lasciato intendere con una battuta la possibilità di candidarsi alle prossime elezioni per il governo della Lombardia. Cosa ne pensa? "Sicuramente la Lega tra virgolette, ma fino ad un certo punto, pretenderà, condizionerà l'eventuale alleanza - per altro in questi giorni già messa in discussione sulle elezioni imminenti che riguarderanno diversi comuni e qualche provincia - alla candidatura alla Presidenza Lombarda di un proprio uomo. A tutti coloro che, come noi, pensano che sarebbe una disgrazia, credo che questo debba imporre un grande impegno per evitare che ciò accada. Ciò detto, Maroni rappresenta all'interno della Lega Nord, uno dei volti meno impresentabili. Quindi ci starebbe anche che venisse speso in una battaglia che peraltro si presenta problematica, perché sul territorio sono evidenti le contraddizioni della Lega Nord, che gioca su due o tre tavoli in contemporanea: tiene un linea a Roma e una sul territorio, poi la modifica a Roma, però nel frattempo vota ancora per evitare l'arresto di Cosentino e contro i magistrati con il PDL. Insomma ci sono una serie di contraddizioni ormai evidentissime, e quindi, anche qualora Lega e PDL dovessero schierarsi in una coalizione supportando un candidato leghista, credo che avrebbero vita molto difficile, perché "la Lombardia s'è desta".

Concludiamo con il Governo Monti, un governo tecnico, dalla Lega definito a più riprese come un governo non democratico. Cosa pensa Gabriele Sola come Consigliere Regionale e come Responsabile Nazionale della comunicazione di IDV di questo governo Monti? Potrà rimettere in piedi l'Italia? "Monti ha restituito al nostro Paese una credibilità internazionale che Berlusconi aveva devastato con il suo operato. E questo è già un elemento positivo. Rispetto al Governo Monti noi abbiamo una linea che credo sia la più corretta in assoluto: noi gli abbiamo dato il benvenuto, concedendogli la fiducia, abbiamo espresso una posizione molto critica rispetto al primo segmento del suo cammino, con quelle misure che a nostro avviso penalizzano i soliti noti e non intervengono sui grandi patrimoni, le rendite finanziarie, i capitali scudati, etc.. E d'altro canto, guardiamo con interesse al lavoro in corso in queste settimane. A parole si dice "punteremo sullo sviluppo, sburocratizzeremo la macchina dello Stato". Sono sfide che vale la pena vengano affrontate con decisione. E qualora le misure attraverso cui il Governo affronterà queste sfide fosse condivisibili, Italia dei Valori senz'altro le appoggerà. Bisogna anche dire che però certe uscite come ad esempio quelle molto discutibili sui giovani, o quella sulla possibilità di mettere in discussione l'art. 18, sono posizioni che non possono trovare il nostro supporto in Parlamento. Quindi manterremo una posizione aperta, ma anche critica. Perché il si e il no a prescindere debbono appartenere ad un vecchio modo di fare politica, che in questa fase emergenziale va a nostro modo di vedere superato. Noi siamo per andare presto alle elezioni, perché è giusto che affronti con convinzione le sue sfide, il suo incarico, però è anche vero che questo, a detta di tutti, è un Governo di emergenza e le emergenze non possono durare due anni. E quindi al più presto dobbiamo tornare alle urne, ma con una nuova legge elettorale che vada nel senso di quanto preteso e richiesto dai cittadini attraverso i referendum, che poi purtroppo non sono stati approvati dalla Corte Costituzionale, e quindi si torni a restituire al Paese un Governo eletto e un Parlamento rinnovato, perché questo Parlamento pieno di inquisiti, personaggi impresentabili e che si sono venduti al miglior offerente è un Parlamento che ormai non ha più alcun senso."

giovedì 2 febbraio 2012

Monti e la monotonia del posto fisso: attenzione alle parole e alle strumentalizzazioni

Che un contratto a tempo indeterminato fosse diventato "L'isola che non c'è" dei giovani precari era ormai evidente a tutti. Ma che il Presidente del Consiglio ce lo sbattesse sotto il naso così durante un'intervista a Matrix (puntata di ieri sera - 1 febbraio 2012, ndr.) non è accettabile. "I giovani devono abituarsi all'idea che non avranno un posto fisso per tutta la vita. Del resto, diciamo la verità, che monotonia un posto fisso per tutta la vita."

Una frase spiacevole da chi dovrebbe preoccuarsi di quel 30% dei giovnai italiani sotto i 24 anni disoccupati, ai quali le banche senza uno stipendio fisso non concedono un mutuo, nè una carta di credito o un fido sul conto corrente. Come si può pensare al futuro dei giovani e al rilancio dell'Italia se queste sono le premesse?

Con una mano dà e con l'altra toglie caro Monti. "La grande maturità con cui gli italiani per ora hanno accettato questi sforzi" potrebbe venire presto meno di fronte a simili dichiarazioni, spiacevoli e irriverenti. Sforzarsi di darle fiducia e di aspettare di vedere i risultati dell'operato del governo diventa difficile.

Tutti hanno pensato o pensano questo, dopo aver visto il video che circola in rete con l'intervento di Monti e la sua spiacevole affermazione a Matrix. Anche io all'inizio. Poi, mentre mi accingevo a scrivere questo post ho fatto una riflessione sulla strumentalizzazione delle parole e mi sono domandato: "Ma è davvero quello che intendeva dire, o così il popolo ha voluto capire?"

Io ci ho visto qualche cosa in più. Infatti, avendo ascoltato più attentamente il resto dell'intervento (e vi invito a seguire il mio esempio), credo sia possibile e doverso fare uno sforzo per dare fiducia, pur mantenendo delle riserve.

Sono d'accordo con lei, caro Monti, quando dice che sia necessaria una riforma della mente, creando consapevolezza sui cambiamenti del mondo e del mercato del lavoro. E ancora, sono d'accordo con lei quando dice "è più bello cambiare e avere delle sfide purchè siano in condizioni accettabili."

Tuttavia, i giovani hanno bisogno di qualcosa di concreto per arrivare a fine mese, per costruire una professione, una famiglia, l'Italia. Perchè la monotonia sarà anche "una brutta malattia", ma l'Italia del domani sarà costruita dalle giovani generazioni di oggi, che oggi purtroppo sembrano non avere futuro.

Continuo ad avere delle riserve per una frase del genere, ma voglio essere ottimista e vedere in questa sua frase uno spiacevole errore - perchè quello resta e dovrà recuperare - troppo "pompato" e decontestualizzato.

Ha tempo fino alla primavera del 2013 per cambiare le cose e convincermi. Se il posto fisso è una monotonia, caro Presidente del Consiglio, trovi un'alternativa credibile che renda la nostra vita mutevole e poliedrica, ma non eternamente precaria.

giovedì 26 gennaio 2012

Martone hai toppato. Ora dovrai dimostrare di più.

"Bisogna cominciare a dire la verità, ma io ho scelto la parola sbagliata". Con questa frase, durante la trasmissione di LA7 "8 e Mezzo", Michel Martone ha cercato di riparare all'offesa rivolta a tutti i 28enni non ancora laureati, definiti superficialmente "sfigati".
Un grave errore commesso durante la sua prima apparizione pubblica come Vice Ministro del Lavoro, che certamente non è passato inosservato.

"Sono dispiaciuto per come è stata interpretata e per i giovani che si sono sentiti offesi". "Tuttavia, ha aggiunto, "sono sfortunati quelli che aspettano tanto per laurearsi perché il mercato del lavoro si fa sempre più difficile, più tardi ci si laurea più difficile è trovare lavoro. Questa è una verità scomoda."

Troppo tardi e troppo comodo. Un personaggio pubblico che ricopre un incarico di prestigio come quello di Vice Ministro del Lavoro, con delega all'occupazione giovanile e alle politiche del lavoro, non può permettersi di fare di tutta un erba un fascio. Soprattutto viste le "scomode verità" che lo riguardano.

Mentre chi davvero prova ad impegnarsi - cercando di barcamenarsi fra tasse universitarie salatissime e la precarietà di lavori umili e sottopagati - viene umiliato ed etichettato in questo modo, infatti, il giovanissimo
Michel Martone non sembra aver dovuto affrontare grandi difficoltà per arrivare dove si trova ora.

Figlio del già noto Antonio Martone, giudice di spicco che presidiò persino la celebre Commissione Anti-fannulloni voluta dall'ex ministro Brunetta, è stato promosso a titolare di una cattedra come docente universitario ordinario a soli 29 anni in un paese dove l'età media per diventare ricercatore è 35. La sua carriera accademica è stata brillante e fulminea fino ad arrivare al governo. Per una persona che è stata assistita da tutta questa "fortuna" è facile parlare. Ecco perchè non si può accettare un simile giudizio.
Si pretende di più da qualcuno che è chiamato ad impegnarsi per risolvere i problemi dell'Italia e dei giovani italiani.

D'altra parte, tuttavia, non c'è da stupirsi troppo visto che il Vice Ministro del Lavoro segue semplicemente l'esempio dei suoi illustri colleghi Padoa Schioppa - che diede ai giovani l'appellativo di "bamboccioni" - e del ministro Brunetta che era tanto affezionato al termine "fannulloni".

Insultare continua dunque ad essere una moda. Ma la politica non è una moda. E ora che hai fatto un tanto burrascoso ingresso nella vita politica del nostro Paese, caro Martone Junior, dovrai rassegnarti ad essere messo al microscopio.
Perchè essendo lei, Ministro, una delle rare occasioni in cui abbiamo un giovane al governo, non possiamo permetterci che siano queste le idee che ci rappresentano.

giovedì 12 gennaio 2012

Salvagente: Papa no, ma Tedesco, Milanese e Cosentino si.

Solo per una manciata di voti, ma Nicola Cosentino è salvo. ''Mi dimetto da coordinatore regionale Pdl'' - ha dichiarato. Ci mancherebbe, rispondo io.

Non è possibile pensare che la gente comune, quella che fatica ad arrivare a fine mese, quella che se ruba una mela al supermecato viene arrestata, possa accettare l'ennesimo caso in cui il Parlamento salva un deputato dall'arresto.

Eppure la storia è piena di casi simili. E negli ultimi mesi alcuni nomi hanno fatto capolino su tutti i principali media, dalla tv ai giornali. Papa è finito in manette, ma Tedesco, Milanese e Cosentino no.

Sarebbe anche giunto il tempo delle spiegazioni. Ma quale solidarietà! Come può un ex ministro come Scajola o il capogruppo del Pdl Cicchitto esprimere "manifestazioni di solidarietà" per il collega beccato con le mani nella marmellata?

E la Lega, ancora una volta, con una mano toglie ed una dà. Sa da una parte continua a urlare "Roma ladrona", dall'altra mi cade su una buccia di banana come questa, lasciando "libertà di coscienza" per il voto, con il senatur che commenta "Quando si tratta di arresti, bisogna stare tranquilli".

Come si può credere ancora che, in un momento di crisi così delicato, la democrazia debba subire un ulteriore attacco proprio al cuore dei suoi principi? Come si può pensare che la gente non sia schifata e, soprattutto, come si può liquidare tutto con una frase che invita a "stare tranquilli"? Il leader del carroccio o sta perdendo colpi o sta giocando di nuovo al gatto e al topo. 

Se a questo aggiungiamo la segretezza del voto - che fa sembrare ancora più meschino il salvataggio - il quadro è completo. E mentre il deputato Cosentino si dice "completamente estraneo ai fatti" e il governo continua a macinare interventi per salvare l'Italia dal default, la gente si indigna sempre di più e alcuni - in primis il sottoscritto - cominciano a chiedersi: ma chi salverà l'Italia da questi cialtroni che continuano ancora a farsi chiamare politici? 

Eppure, c'è gente che certi personaggi li appoggia incondizionatamente. Come risulta evidente dai messaggi sulla bacheca Facebook di Nicola Cosentino. Come dice il mio amico Matteo Marini, direttore di Wild Italy, Robert Kennedy aveva ragione: "ogni società ha il tipo di criminali che si merita."

foto e dichiarazioni tratte da Adnkronos

martedì 20 dicembre 2011

Renzo Bossi: i nuovi media sono un fenomeno che entra inesorabilmente nella nostra vita. Sicuro?

Sono perplesso. Oggi navigavo in rete e sono "capitato" sul blog di Renzo Bossi. Spulciando fra le news del sito, ho trovato nella sezione rassegna stampa un articolo che parla dei nuovi media.

Vista la mia passione per i social network e per l'implicazione che essi hanno sempre più con la politica, ho pensato di leggere con attenzione le parole del figlio del Senatur in proposito, curioso di sapere cosa ne pensasse un giovane esponente di un partito piuttosto tradizionalista come la Lega Nord, che da sempre basa la sua attività sulla militanza e sul rapporto diretto con la gente.

“Io stesso - si legge nelle dichiarazioni dell'articolo - uso Facebook e Twitter quotidianamente, sempre improntandoli in ambito lavorativo”. Questi nuovi media - continua il consigliere regionale lombardo - in fondo sono un fenomeno che entra inesorabilmente nella nostra vita e di fatto la generazione di cui faccio parte li ha presi.

Sempre più incuriosito, ho cliccato sulle icone di Facebook, Twitter e Youtube. E...pensate un pò...mi sono accorto che le cose non stanno proprio così.
La pagina di Facebook
è utilizzata di frequente, ma dal blog non si accede direttamente al profilo o alla pagina di Renzo, ma semplicemente al Social Network.
Per quanto riguarda Twitter e Youtube, invece, l'ultimo tweet risale al 13 settembre e l'ultimo video (senza contare che ce ne sono solo 5 nella pagina) è stato caricato a luglio.

Meno male che i nuovi media sono entrati inesorabilmente nelle nostre vite!